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Finanziaria, Moige: "Sul bonus figli serve chiarezza"
[12/09/2006]
(Fisco e famiglia)
Munizzi: "bisogna fare attenzione a non confondere le politiche di promozione della famiglia con gli aiuti, pur necessari, alla povertà"
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“L’Italia ha sempre meno figli e detiene il record mondiale per indice di vecchiaia: contro tale denatalità bisogna intervenire con decisione attraverso oculate politiche di promozione e sostegno della famiglia, come indicato nella nostra Costituzione. È ovvio che ciò non può prescindere dall’aumento della spesa per le politiche familiari, un altro degli indicatori che colloca l’Italia in coda alle nazioni europee”. A dirlo è Maria Rita Munizzi, presidente del Moige - Movimento Italiano Genitori
“Da anni le famiglie attendono aiuti concreti e dal Governo Prodi si aspettano, già in questa Finanziaria, il bonus annuo di 2.500 euro per ogni figlio fino a 3 anni. Tuttavia, in questi giorni, sull’argomento c’è un po’ di confusione – dice la Munizzi – soprattutto non è ancora stato specificato con esattezza se il bonus andrà a tutti i bambini, come sarebbe auspicabile, o se saranno individuati dei criteri per circoscrivere i destinati del bonus”.
“Gli italiani desiderano fare figli, – aggiunge la presidente del Moige – ma la famiglia italiana è da 30 anni vessata da un fisco iniquo e dichiarato più volte incostituzionale dalla Coste Costituzionale (Sentenze N. 179 del 1976; N. 358 del 1995 e N. 12 del ’98 ). Paradossalmente la convivenza è più conveniente della famiglia fondata sul matrimonio come da dettato costituzionale. Di fronte a tanta iniquità il Governo non può attendere ancora, prima chiarirà come intende agire e prima le famiglie potranno scegliere di mettere al mondo un figlio.”.
“In ogni caso – sottolinea la Munizzi - auspichiamo che non si cada nell’errore di restringere il bonus alle sole fasce di reddito più basso, certo bisognose di aiuti che devono essere consistenti, ma che non possono circoscrivere il mondo delle politiche familiari. Con le politiche adatte, soprattutto se il bonus sarà garantito a larga parte delle famiglie, il 2007 potrebbe essere, dopo un lungo declino, l’anno del baby boom”.
“Insomma, politiche per la famiglia e per la natalità e politiche di lotta alla povertà sono e devono rimanere due cose ben distinte, per questo chiediamo al Presidente del Consiglio di coprire con il bonus figli di 2.500 euro almeno i nuclei familiari con un reddito fino a 80.000 euro lordi l’anno, soglia al di sotto del quale il provvedimento potrebbe essere considerato un sussidio alla povertà di natura assistenziale e non un’iniziativa a favore della famiglia”.
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